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Patagonia argentina: El Calafate

Patagonia argentina

Spazi infiniti e ghiacciai che si schiantano con fragore. Queste sono le immagini che rievoca immediatamente la nostra mente quando pensiamo alla Patagonia argentina. Una destinazione che per molti rappresenta un sogno, il viaggio della vita. Per chi, come me, ha avuto la fortuna di potersi avventurare in queste distese senza orizzonte, un viaggio i cui colori, suoni ed emozioni hanno furiosamente occupato un posto speciale nel cuore.

PATAGONIA: LA TERRA DEI GIGANTI

La Patagonia è una regione dell’America meridionale divisa tra Argentina e Cile con un’estensione totale di oltre 900 mila km².

Secondo alcune interpretazioni popolari, il termine Patagonia significherebbe “terra dei gigantiperché così dovettero apparire gli indigeni ai primi esploratori della ragione sud americana. Fu, infatti, con il nome Patagão (Patagoni) che, secondo quanto riportato da Antonio Pigafetta, Ferdinando Magellano battezzò i giganteschi nativi che abitavano queste terre.

Patagonia argentina El Calafate

Tra le tante popolazioni indigene che hanno da sempre abitato la Patagonia esiste una tribù che, più delle altre, esprime, già nell’essenza del nome che porta, il forte legame che la unisce alla terra natia, i Mapuche. Composto dalle parole Che (popolo) e Mapu (della terra), il termine Mapuche significa, infatti, “Popolo della Terra”.

Nel 1991 proprio una porzione delle terre argentine abitate dai Mapuche sono state acquistate dalla famiglia Benetton. Il famoso marchio di moda, per 50 milioni di dollari, si è così assicurato ben 900.000 ettari di Patagonia. I Mapuche vengono confinati e le loro terre destinate all’allevamento di 16 mila bovini da macello e 260 mila pecore e montoni destinati alla produzione di lana. Il filato qui prodotto, circa 1 milione 300 mila chili di lana all’anno, è interamente destinato al mercato europeo.

“Un tempo il colonialismo operava con le armi, oggi molto più semplicemente bastano i soldi”
(Fabio Balocco, Il Fatto Quotidiano)

A partire dagli anni 2000 una parte della comunità Mapuche inizia ad occupare una parte delle terre acquistate dalla famiglia Benetton. La loro causa, però, acquisisce visibilità solo nell’agosto del 2017 quando, durante uno scontro tra i Mapuche e la polizia argentina in Patagonia, scompare un giovane attivista, Santiago Maldonado. Il suo corpo verrà ritrovato senza vita dopo 78 giorni dalla scomparsa in un fiume, 300 metri a monte e controcorrente rispetto al luogo dove l’attivista è stato visto per l’ultima volta vivo. Secondo alcuni testimoni, Maldonado sarebbe stato sequestrato dalle forze dell’ordine.

Ancora oggi le voci che parlano del caso sono contrastanti: per alcuni si è trattato di un fatale incidente, per altri la tragica conseguenza di una violenta repressione.

EL CALAFATE

Il luogo migliore per partire alla scoperta della Patagonia argentina è El Calafate, una piccola cittadina turistica situata sulla sponda meridionale del Lago Argentino, nella provincia di Santa Cruz.

“el que come calafate, siempre vuelve”

L’origine del nome è da attribuire ad un piccolo sempreverde spinoso dai fiori gialli, nome scientifico Berberis buxifolia, tipico della Patagonia meridionale. Secondo la leggenda chi mangia le sue piccole bacche blu (molto simili, nella forma e nel colore, ai mirtilli) ritorna in Patagonia.

Pianta di Calafate, nome scientifico Berberis buxifolia

Comunemente chiamata “Calafate”, la cittadina era, all’inizio del secolo scorso, un punto di approvvigionamento per i commercianti di lana. E’ stata poi ufficialmente fondata nel 1927 dal governo argentino al fine di consolidare ed incentivare il popolamento della regione.

Tuttavia, è solo dopo il 1937 con la nascita del Parque Nacional los Glaciares, il parco nazionale che ospita e protegge i ghiacciai argentini, che El Calafate ha piano piano iniziato a trasformarsi in una delle mete turistiche più importanti dell’Argentina. Calafate, infatti, deve principalmente la sua notorietà e il suo sviluppo alla sua posizione strategica, a soli 80 chilometri dal celeberrimo ghiacciaio Perito Moreno, la principale attrazione turistica della zona.

COSA VEDERE A EL CALAFATE

La città di El Calafate non ha molto da offrire. La vita si svolge quasi tutta lungo la via principale, Avenida del Libertador San Martin. Qui si possono trovare negozi di abbigliamento tecnico per le escursioni, negozi di souvenir e tutti i servizi utili ai turisti come ristoranti e agenzie di viaggio. Moderna e molto turistica, è semplicemente un ottimo campo base per le escursioni nella zona. A due passi dal centro della cittadina, però, è possibile incontrare due luoghi perfetti per rilassarsi tra un escursione e l’altra.

LAGO ARGENTINO

El Calafate sorge sulle sponde del Lago Argentino, un’infinita distesa d’acqua turchese impossibile da non notare appena si arriva in città. Con i suoi 1.415 km² di superficie è, infatti, il più esteso lago dell’Argentina ed è alimentato dalle acque provenienti da diversi ghiacciai, tra i quali anche il Perito Moreno. Nonostante le temperature gelide delle sue acque turchesi, impossibile resistere alla tentazione di camminare a piedi nudi!

Lago Argentino
RESERVA LAGUNA NIMEZ

Un luogo particolarmente interessante da visitare a Calafate è questa piccola ma deliziosa oasi naturalistica affacciata sul Lago Argentino, a circa 1 km dal centro della città. Vi consiglio di visitarla verso il tramonto: la luce del tardo pomeriggio regala a questo luogo un’atmosfera magica (e foto stupende!).

Reserva Laguna Nimez Calafate
Ho amato perdermi tra i sentieri e la vegetazione della Laguna Nimez
Laguna Nimez Calafate
Inebriata dal profumo dei fiori di Camomilla

Aguzzate la vista, gli animali da vedere sono tantissimi: fenicotteri rosa, ibis e molti altri volatili tipici del Sud America. Se siete particolarmente fortunati potrebbe anche capitarvi di vedere un leprotto che vi cammina davanti lungo il sentiero.

Una papera che nuota nella Laguna Nimez a Calafate
Volatili della Laguna Nimez
Un ibis nella Reserva Laguna Nimez

Aperto tutti i giorni h. 09.00-20.00 | Ingresso 200 pesos| Info

INFO UTILI SU EL CALAFATE

Quando andare

Il clima di El Calafate è freddo e secco, con escursioni termiche annuali poco marcate. Il periodo migliore per visitare questa zone della Patagonia argentina è tra Novembre e Marzo. La temperatura media in questo periodo si aggira attorno ai 13°C con massime che, eccezionalmente, possono superare i 25°C. Sconsigliati, a causa delle vacanze estive, i mesi di Dicembre e di Gennaio, quando i prezzi sono più alti e c’è troppa gente.

Come arrivare

El Calafate si trova a più di 2.000 chilometri da Buenos Aires. La cittadina è collegata alla capitale argentina con voli giornalieri offerti dalla compagnia di bandiera Aerolineas Argentinas. Il volo ha una durata di circa 3 ore con partenza da Aeroparque, uno dei due aeroporti di Buenos Aires. A Calafate si può arrivare anche da altre città dell’Argentina; io, ad esempio, sono arrivata in volo da Ushuaia.

L’aeroporto di Calafate dista circa una ventina di chilometri dal centro città, a cui è collegato da un servizio di navetta. In alternativa potete sempre chiedere all’albergo dove alloggerete di venirvi a prendere.

Per chi ha, invece, in programma un “viaggio lento” e più economico, El Calafate si può raggiungere da varie città argentine, o anche dal Cile, in micro, ovvero in pullman. Prendetevi, però, molto tempo: per arrivare a Calafate da Buenos Aires vi aspettano più di 30 ore di viaggio!

Dove alloggiare

Essendo una cittadina turistica, l’offerta alberghiera di El Calafate è molto vasta. Io ho alloggiato al Terraza Coirones: vista lago mozzafiato, camere spaziose, moderne e pulite ma si trova decisamente troppo lontano dal centro e sopra una collinetta. Consigliato solo se automuniti. Calafate, infatti, non dispone di mezzi pubblici.

Dove mangiare – Shopping – Escursioni

Cibo, souvenirs, escursioni da prenotare: tutto quello di cui avrete bisogno a El Calafate lo troverete lungo la via principale, Avenida del Libertador. Essendo una cittadina molto turistica non aspettatevi, però, nulla di troppo tipico e tradizionale. Del resto si sa, i turisti arrivano qui con un solo obiettivo: i ghiacciai della Patagonia argentina e il Perito Moreno!

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